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Cooperazione allo sviluppo

La cooperazione internazionale allo sviluppo sostenibile è parte integrante e qualificante della politica estera dell’Italia. Essa si ispira ai princìpi della Carta delle Nazioni Unite ed alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. La sua azione, conformemente al principio di cui all’articolo 11 della Costituzione, contribuisce alla promozione della pace e della giustizia e mira a promuovere relazioni solidali e paritarie tra i popoli fondate sui princìpi di interdipendenza e partenariato.

La cooperazione allo sviluppo italiana nei decenni è andata strutturandosi e rafforzandosi sul fronte degli strumenti, delle sue ambizioni e dei partenariati interni ed esterni ed ha giocato un ruolo crescente anche in seno al G7, al G20 e nel più ampio quadro multilaterale. In ambito bilaterale, la cooperazione allo sviluppo ha inoltre contribuito a rafforzare le relazioni con numerosi Paesi partner nel Mediterraneo, in Africa, nel Medio Oriente, in Asia e in America Latina.

Ai sensi della legge n. 125 dell’11 agosto 2014, che disciplina la cooperazione allo sviluppo italiana, il Documento triennale di programmazione ed indirizzo rappresenta il testo di riferimento fondamentale di tutto il sistema italiano di cooperazione allo sviluppo, tramite cui gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile contenuti nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite vengono declinati all’interno della strategia triennale di cooperazione allo sviluppo. Tale Documento è frutto di un lavoro di consultazione e di condivisione svolto dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo (DGCS) del MAECI e alla cui realizzazione contribuiscono l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), le altre Amministrazioni che si occupano di cooperazione allo sviluppo, Cassa Depositi e Prestiti, le Regioni e gli Enti Locali, le Organizzazioni della Società Civile (OSC) e gli altri soggetti del sistema della cooperazione allo sviluppo.

Il Documento attualmente in vigore, valido per il triennio 2021-2023, ha identificato 20 Paesi prioritari, scelti per legami storici, relazioni bilaterali consolidate, ragioni di politica estera, stabilità e sicurezza internazionale: 11 in Africa (Egitto, Tunisia, Etiopia, Kenya, Somalia, Sudan, Burkina Faso, Mali, Niger, Senegal, Mozambico), 4 nell’area mediorientale (Giordania, Iraq, Libano, Territori Palestinesi), 1 nell’Europa balcanica (Albania), 2 in Asia (Afghanistan, Myanmar), 2 in America latina (Cuba, El Salvador).

L’azione della Cooperazione italiana parte dal presupposto che la crescita economica non sia sufficiente per ridurre la povertà e che essa debba essere inclusiva e in grado di coinvolgere le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile: economica, sociale e ambientale. Per dare conto della multidimensionalità dello sviluppo, i settori di intervento identificati come prioritari dal Documento triennale sono i seguenti: sviluppo economico (con particolare focus sull’occupazione di donne e giovani), sviluppo sostenibile, sicurezza alimentare, sostegno ai sistemi sanitari pubblici, protezione dei minori e, più in generale, attività di institution building. Trasversale a tutti i settori è l’uguaglianza di genere, che mira a favorire l’emancipazione femminile e a rafforzare processi di crescita ad ampio spettro. Nell’attività di programmazione degli interventi, la Cooperazione italiana ha come punto di riferimento le 5 “P” (Persone, Pianeta, Prosperità, Pace, Partenariato) dell’Agenda 2030, il paradigma cui la Comunità internazionale ha aderito con l’obiettivo di consegnare alle generazioni future un pianeta all’insegna della sostenibilità.